Storia

Abitato in epoca precolombiana da indios Tupi-Guaraní, il Brasile fu scoperto nell'aprile 1500 e occupato in nome del re del Portogallo dal navigatore Pedro Cabral. Fu quindi vicereame portoghese fino al 1822, quando l'imperatore Don Pedro, figlio di Giovanni VI Braganza, proclamò l'indipendenza. La forma monarchica resistette fino alla rivoluzione istituzionale del 1889, originata dall'opposizione dei grandi proprietari terrieri all'abolizione della schiavitù decretata da Pedro II nel 1885; il maresciallo Manuel Deodoro de Fonseca assunse la presidenza provvisoria della nuova Repubblica istituendo un regime oligarchico basato sull'appoggio dei militari.

 Al tempo della grande crisi economica mondiale, il capo dei liberali brasiliani Getúlio Vargas riuscì a impadronirsi del potere (1930-1954), modificando in seguito la Costituzione in senso autoritario. Durante la seconda guerra mondiale fu a fianco delle potenze democratiche. Nel dopoguerra si succedettero i governi democratici di Café Filho (1954-1955), Kubitschek (1955-1960), Quadros (1960-1961) e João Gulart (1961-1964), rovesciato dal generale Castelo Branco che nell'ottobre 1965 instaurò un rigido regime dittatoriale, proseguito dal generale Arthur da Costa e Silva (1966-1969) e dal generale Emílio Garrastazú Médici (1969-1974). Successivamente il Paese si avviò verso una cauta svolta democratica con Ernesto Geisel, poi con João Baptista de Oliveira Figueiredo in carica dal 1979. Tancredi Neves, eletto nel 1985, morì un mese dopo; gli succedette José Sarney, rimasto in carica fino al dicembre 1989, quando nelle prime elezioni democratiche dopo 25 anni fu eletto - per la prima volta a suffragio universale - Fernando Collor de Mello, che nel 1992 venne costretto a dimettersi dalle accuse di corruzione. La presidenza è stata assunta da J. Franco.

Un referendum dell'aprile 1993 ha confermato il regime presidenziale e le elezioni del 1994 hanno portato alla presidenza F. H. Cordoso, capo di una coalizione comprendente anche l'estrema destra.

L'attuale presidente Lula raccoglie l'appoggio della stragrande maggioranza della popolazione anche per il fatto di non avere un titolo di studio e di essere di umili origini.. in poche parole “uno di noi”. Ad ottobre terminerà il terzo e ultimo mandato e, si vocifera, il prossimo presidente della Repubblica sarà una donna.